Allegato “Gruppi a rischio secondo il PNPV 2017 – 2019”

Attenzione: alcuni dei vaccini sotto riportati non vengono rimborsati nell’ambito della garanzia Rimborso Vaccinazioni

Secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019 (Pnpv) «la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un aumentato rischio di contrarre malattie infettive invasive e sviluppare in tal caso complicanze gravi». Il Pnpv fornisce un elenco che riporta per ciascun vaccino, le condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione, considerato l’aumentato rischio in caso di infezione per questi soggetti:

Vaccino anti Morbillo-Parotite-Rosolia: in assenza di accettabili evidenze di immunità verso anche una sola delle tre patologie incluse nel vaccino, si raccomanda la vaccinazione, anche in età adulta, dei soggetti affetti dalle seguenti condizioni patologiche:

  • immunodepressione con conta dei linfociti CD4≥ 200/mL
  • infezioni da Hiv con conta dei linfociti T CD4+ ≥ 200/mL
  • diabete
  • malattie polmonari croniche
  • alcoolismo cronico
  • asplenia anatomica o funzionale e candidati alla splenectomia
  • deficienza dei fattori terminali del complemento
  • malattie epatiche croniche gravi
  • insufficienza renale/surrenalica cronica
  • soggetti riceventi fattori della coagulazione concentrati
  • soggetti conviventi con soggetti affetti dalle patologie sopraelencate.

Vaccino anti-Varicella: per quanto riguarda la varicella, le seguenti condizioni patologiche sono considerate ad elevato rischio e di conseguenza si raccomanda l’adeguata immunizzazione dei soggetti suscettibili:

  • leucemia linfatica acuta in remissione, a distanza di almeno tre mesi dal termine dell’ultimo ciclo di
  • chemioterapia e con parametri immunologici compatibili
  • insufficienza renale/surrenalica cronica
  • soggetti in attesa di trapianto d’organo
  • infezione da Hiv senza segni di immunodeficienza e con una proporzione di CD4 ≥ 200/mL
  • diabete
  • malattie polmonari croniche
  • alcoolismo cronico
  • asplenia anatomica o funzionale e candidati alla splenectomia
  • deficienza terminale del complemento
  • epatopatie croniche
  • soggetti riceventi fattori della coagulazione concentrati
  • soggetti affetti da patologie del motoneurone
  • soggetti destinati a terapia immunosoppressiva
  • soggetti conviventi con soggetti affetti dalle patologie sopraelencate.

Si raccomanda la vaccinazione di soggetti suscettibili conviventi con persone affette da immunodepressione severa, allo scopo di proteggere al meglio questi soggetti ad elevato rischio, in quanto per essi non è accomandata la somministrazione di vaccini vivi attenuati.

Di seguito le categorie ascrivibili alla classe di “severità” di immunodepressione:

  • soggetti con Aids o altre manifestazioni cliniche dell’infezione da Hiv
  • soggetti affetti da neoplasie che possono alterare i meccanismi immunitari
  • soggetti con deficit dell’immunità cellulare
  • soggetti con disgammaglobulinemia o ipogammaglobulinemia
  • soggetti in terapia immunosoppressiva a lungo termine.

La condizione di suscettibilità viene definita in base al ricordo anamnestico di pregressa malattia, senza necessità di test sierologici di conferma.

Vaccino anti-influenzale: obiettivo primario della vaccinazione anti-influenzale è la prevenzione delle forme gravi di influenza in particolare nelle categorie a maggiore rischio di patologia complicata. Pertanto, oltre ai soggetti a rischio per età, la vaccinazione è raccomandata a tutti i soggetti oltre i sei mesi di vita nelle seguenti condizioni patologiche:

  • malattie croniche dell’apparato respiratorio (incluse l’asma di grado severo, le displasie polmonari, la fibrosi cistica e la Bpco)
  • malattie dell’apparato cardio-circolatorio (incluse le cardiopatie congenite e acquisite)
  • malattie metaboliche quali diabete mellito o obesità con Bmi>30 e gravi patologie associate
  • soggetti affetti da patologie neoplastiche
  • insufficienza renale/surrenalica cronica
  • malattie epatiche croniche
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale
  • malattie ematologiche ed emoglobinopatie
  • immunodeficienze congenite o acquisite compresa l’infezione da Hiv e le forme di immunodepressione
  • iatrogena da farmaci
  • patologie per le quali sono programmati interventi di chirurgia maggiore
  • patologie associate a un incrementato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie quali le malattie
  • neuromuscolari
  • soggetti splenectomizzati
  • bambini o adolescenti in terapia a lungo termine con acido acetilsalicilico a rischio di sviluppare sindrome
  • di Reye in caso di sopraggiunta infezione influenzale
  • soggetti di qualunque età residenti in strutture socio-sanitarie, in particolare anziani e disabili
  • soggetti conviventi con persone appartenenti a categorie a elevato rischio.

Vaccino anti-Epatite A: si consiglia l’effettuazione del vaccino per l’epatite A nelle seguenti categorie di soggetti con condizioni patologiche a rischio:

  • soggetti affetti da epatopatia cronica (in conseguenza della maggiore suscettibilità di tali pazienti per l’insorgenza di forme fulminanti)
  • pazienti con coagulopatie tali da richiedere terapia a lungo termine con derivati di natura ematica tossicodipendenti
  • soggetti a rischio per soggiorni in aree particolarmente endemiche.

Vaccino anti-Epatite B: in aggiunta alla vaccinazione universale per tutti i nuovi nati, si raccomanda la vaccinazione di tutti gli adulti non precedentemente vaccinati e appartenenti a categorie a rischio per l’infezione da epatite B. In particolare si raccomanda la vaccinazione nelle seguenti categorie di soggetti:

  • pazienti politrasfusi ed emofiliaci
  • emodializzati e uremici cronici di cui si prevede l’ingresso in dialisi
  • soggetti affetti da lesioni eczematose croniche o psoriasiche alle mani
  • soggetti con infezione da Hiv
  • soggetti affetti da epatopatia cronica in particolare se correlata ad infezione da Hcv (l’infezione da Hbv
  • potrebbe infatti causare un ulteriore aggravamento della patologia già in atto)
  • tossicodipendenti
  • soggetti istituzionalizzati in centri per persone con disabilità fisiche e mentali
  • soggetti conviventi con soggetti affetti dalle condizioni sopraelencate.

Vaccino anti-Meningococco: i soggetti affetti da determinate patologie sono esposti a un incrementato rischio di infezione meningococcica invasiva. Pertanto, si raccomanda l’immunizzazione con vaccino anti meningococco coniugato nei soggetti affetti dalle seguenti condizioni patologiche:

  • emoglobinopatie quali talassemia e anemia falciforme
  • asplenia funzionale o anatomica e candidati alla splenectomia in elezione
  • immunodepressione congenita o acquisita (in particolare in caso di trapianto d’organo, terapia antineoplastica
  • o terapia sistemica corticosteroidea ad alte dosi)
  • diabete mellito di tipo 1
  • insufficienza renale/surrenalica cronica
  • infezione da Hiv
  • epatopatie croniche gravi
  • perdite di liquido cerebrospinale da traumi o intervento
  • difetti congeniti del complemento (C5 – C9)
  • difetti dei Toll like receptors di tipo 4
  • difetti della properdina
  • soggetti conviventi con soggetti affetti dalle patologie sopraelencate.

Vaccino anti-Pneumococcico: la presenza di patologie predisponenti può indurre un aumentato rischio di infezione pneumococcica severa e delle sue complicanze. Di conseguenza la vaccinazione anti pneumococcica è consigliata a tutti coloro che presentino le seguenti patologie o condizioni predisponenti:

  • cardiopatie croniche
  • malattie polmonari croniche
  • diabete mellito
  • epatopatie croniche, inclusa la cirrosi epatica e le epatopatie croniche evolutive da alcool
  • alcoolismo cronico
  • soggetti con perdite liquorali da traumi o intervento
  • presenza di impianto cocleare
  • emoglobinopatie quali anemia falciforme e talassemia
  • immunodeficienze congenite o acquisite
  • infezione da Hiv
  • condizioni di asplenia anatomica o funzionale e pazienti candidati alla splenectomia
  • patologie onco-ematologiche (leucemie, linfomi e mieloma multiplo)
  • neoplasie diffuse
  • trapianto d’organo o di midollo
  • patologie richiedenti un trattamento immunosoppressivo a lungo termine
  • insufficienza renale/surrenalica cronica.

Vaccinazione anti Haemophilus influenzae tipo b (Hib): la vaccinazione è offerta attivamente a tutti i nuovi nati. Inoltre i soggetti con alcune forme di immunodepressione presentano un particolare rischio di contrarre una forma di infezione da Hib invasiva; di conseguenza tale vaccinazione risulta raccomandata, qualora non effettuata in età infantile, nelle seguenti condizioni patologiche:

  • asplenia di carattere anatomico o funzionale o soggetti in attesa di intervento di splenectomia in elezione
  • immunodeficienze congenite o acquisite quali deficit anticorpale in particolare in caso di deficit della
  • sottoclasse IgG2 o soggetti Hiv positivi
  • deficit del complemento
  • soggetti riceventi trapianto di midollo o in attesa di trapianto di organo solido
  • soggetti sottoposti a chemioterapia o radioterapia per il trattamento di neoplasie maligne
  • portatori di impianto cocleare.

Vaccinazione anti-Zoster: l’Herpes Zoster è una malattia debilitante causata dalla riattivazione del virus della varicella VZV silente nei gangli del sistema nervoso. La presenza di alcune patologie può aumentare il rischio di patologia da herpes zoster o aggravarne il quadro sintomatologico. Oltre alla fascia d’età anziana la vaccinazione va quindi offerta in presenza di:

  • diabete mellito
  • patologia cardiovascolare
  • Bpco
  • soggetti destinati a terapia immunosoppressiva.

Donne in età fertile

È importante che in previsione di una possibile gravidanza, le donne in età fertile siano protette nei confronti di morbillo-parotite-rosolia (MPR) e della varicella, dato l’elevato rischio per il nascituro di infezioni contratte durante la gravidanza, specie nelle prime settimane di gestazione. In particolare, per la varicella, se contratta nell’immediato periodo pre-parto, il rischio, oltre che per il nascituro, è anche molto grave per la madre. Riguardo questi vaccini è importante sapere che: le vaccinazioni con vaccini vivi attenuati non sono indicate se la donna è in gravidanza, ma è importante sottolineare che esistono molti casi di donne vaccinate durante gravidanze misconosciute e il tasso di effetti avversi sul feto non è stato diverso da quello riscontrato nei neonati da madri non vaccinate nel caso una donna non risulti immune contro la rosolia o la varicella (o entrambe) durante la gravidanza è importante che sia immunizzata prima della dimissione dal reparto maternità, nell’immediato post partum. Rispetto al vaccino antinfluenzale è importante che la donna sia immunizzata durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza. Infatti l’influenza stagionale aumenta il rischio di ospedalizzazione, di prematurità e basso peso del nascituro e di interruzione di gravidanza.

Durante la gestazione è di grande importanza anche la vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse. Vaccinare la madre nelle ultime settimane di gravidanza consente il trasferimento passivo di anticorpi in grado di immunizzare il neonato fino allo sviluppo di una protezione attiva da vaccinazione del bambino. Il vaccino si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza, sia per il feto. È raccomandata anche la vaccinazione delle donne di 25 anni di età con vaccino anti-HPV, anche utilizzando l’occasione opportuna della chiamata al primo screening per la citologia cervicale (Pap-test), oltre alla raccomandazione di utilizzo della vaccinazione secondo gli indirizzi delle Regioni (regime di co-pagamento) per tutte le donne.

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